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Cessione del Quinto e Mutuo: una coesistenza possibile?
Cessione del Quinto e Mutuo: coesistenza possibile?

I casi della vita son tanti, si sa. Ci si può trovare ad aver bisogno di maggiore liquidità e così a dover richiedere un finanziamento da affiancare a quello già esistente. Si tratta di una pratica più comune di quello che si pensa, tanto che sono stati creati prodotti finanziari apposta per venire incontro a tale esigenza: basta pensare alla coppia Cessione del Quinto – Delegazione di Pagamento, che insieme consentono di ottenere fino a 150.000 €.

Tuttavia, non esistono soluzioni ad hoc per ogni possibile combinazione di finanziamenti. È il caso, per esempio, di chi desidera richiedere un Mutuo e una Cessione del Quinto: la loro coesistenza è possibile? Scoprilo in questo articolo.

La Cessione del Quinto e il Mutuo: le caratteristiche principali

Prima di addentrarci nel vivo della questione, è bene mettere in chiaro le caratteristiche principali della Cessione del Quinto e del Mutuo, per comprendere meglio gli eventuali punti in comune e quelli di attrito.

  • La Cessione del Quinto

La Cessione del Quinto è un prestito non finalizzato dedicato ai pensionati che percepiscono una pensione superiore alla minima stabilita per legge e ai lavoratori dipendenti statali, pubblici e privati, purché assunti con contratto a tempo indeterminato o determinato.

Grazie a tale finanziamento è possibile ottenere fino a 75.000 €, rimborsabili secondo un piano di ammortamento rateale della durata minima di 24 mesi (cioè 2 anni) e massima di 120 mesi (ovvero 10 anni).

La peculiarità della Cessione del Quinto è che le rate vengono trattenute dalla tua busta paga o dalla tua pensione per un importo non superiore a ⅕ (20%) delle stesse e che vengono versate alla banca o alla finanziaria direttamente dal tuo datore di lavoro o dall’ente di previdenza. La comodità del finanziamento risiede proprio in questo: nessuna scadenza mensile da ricordare e a garantire ci pensano l’azienda o l’istituzione per cui lavori oppure l’ente incaricato di erogare la tua pensione.

La Cessione del Quinto garantisce anche una certa costanza nell’importo delle rate: grazie ai tassi fissi, che non sono suscettibili a variazioni, la quota da versare ogni mese non cambia nel tempo.

  • Il Mutuo

Il Mutuo, invece, è una forma di finanziamento finalizzato, ovvero con obbligo di destinazione: al momento della richiesta, sei tenuto a dichiarare il modo in cui intendi utilizzare il credito accordato e una volta ottenuto dovrai attenerti a quanto affermato. Insomma, se hai detto di voler usare il denaro per ristrutturare casa, non potrai servirtene per comprarne una nuova se cambi idea.

Il Mutuo richiede che venga presentata una garanzia reale (quindi un’ipoteca) e il credito accordato non potrà superare l’80% del valore dell’immobile: se l’immobile vale 100.000 €, ne potrai ricevere al massimo 80.000 da restituire secondo un piano di ammortamento a medio – lungo termine.

Per quanto riguarda l’importo delle rate del Mutuo, devi sapere che la quota da versare mensilmente non può superare ⅓ (circa il 30%) del tuo reddito e che ogni istituto di credito può proporre tassi d’interesse differenti. Italcredi S.p.A., per esempio, propone un piano di pagamento a tassi costanti, variabili oppure misti secondo le esigenze del richiedente.

1+1 = ?

Accostare la Cessione del Quinto e un Mutuo può generare risultati diversi in base alla combinazione di molti fattori. In alcuni casi, la richiesta può venire respinta, in altri accettata.

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In linea generale, si può dire che la somma delle quote mensili da versare alla banca o alla finanziaria non deve superare il 40% – 45% del reddito del richiedente. Ecco che si pone il primo ostacolo: abbiamo visto come le rate della Cessione del Quinto possano raggiungere il 20% del valore del tuo stipendio o della tua pensione, mentre quelle del Mutuo possano arrivare fino al 30%. Ne deriva che se hai ottenuto un Mutuo e l’importo delle rate intacca il 30% delle tue entrate mensili, di norma non puoi richiedere una piena Cessione del Quinto: 30% + 20% = 50% (ben oltre la soglia massima del 45%). Se, invece, l’ammontare delle rate è minore, allora potresti avere le carte in regola per ottenere il secondo finanziamento.

La quota di reddito residuo, infatti, deve essere sufficiente a far fronte alle necessità quotidiane (fare la spesa, pagare le bollette, ecc.).

Altri fattori che influenzano la decisione dell’istituto di credito sono legati al tuo merito creditizio e alla tua capacità di rimborso.

Innanzitutto, viene preso in considerazione il tuo atteggiamento nei confronti del finanziamento già in corso: hai pagato puntualmente? Sei stato insolvente? Viene, poi, valutata la tua situazione economica e lavorativa, che deve essere rimasta invariata (o quanto meno, non deve essere peggiorata) rispetto a quando hai ottenuto il primo credito, la tua età (se hai richiesto il Mutuo 10 anni, ora potresti non rientrare più nei limiti di età previsti), ecc.

Adesso sai quali sono i principali fattori che vengono presi in considerazione al momento della richiesta di un secondo finanziamento. Cessione del Quinto più Mutuo? Si può fare, ma ad alcune condizioni.

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